DONA IL 5 x 1000 all’Associazione MI.F.A. ONLUS.
Codice Fiscale: 97527350157
Il tuo contributo sarà devoluto totalmente per questi programmi:
- progetti di gestione faunistica ecologica
- educazione ambientale per le scuole
- ricerche naturalistiche a favore della conservazione biologica
Con questo gesto potrai dare un aiuto concreto alla tutela e alla salvaguardia della BIODIVERSITA’ e degli HABITAT.
La NATURA RINGRAZIA!
Ferrara, 06/05/2012 – Si è tenuto al Kleb per motivi climatici il Conigliando 2012 organizzato come ogni anno da AAE onlus (Associazione Animali Esotici), in collaborazione con la SIVAE (Società Italiana Veterinari Animali Esotici). MI.F.A. è stata invitata nelle veci del presidente e biologo dott. Samuele Venturini il quale ha tenuto un seminario scientifico sulla nutria (Myocastor coypus). Questo evento ha riscosso molto successo e suscitato interesse tra il pubblico. Insieme al presidente era presente anche la socia e naturalista dott.ssa Daniela Sanfilippo. AAE onlus è un’associazione molto unita nonostante sia distribuita a livello nazionale. E’ stato veramente emozionante vedere e conoscere i volontari di tale Ente perch si tratta di persone con un grandissimo cuore, dispositi a dare l’anima anche per un solo gerbillo e questo gli fa molto onore. Nasce così la collaborazione tra MI.F.A. onlus e AAE onlus. Sarà il tempo e la passione a creare i presupposti per futuri interventi insieme.
L’associazione MI.F.A. onlus è composta da validi biologi e naturalisti che si offrono per fare da correlatori alle tesi di laurea universitarie per i corsi di Scienze Biologiche, Scienze Naturali, Scienze Veterinarie, ecc.
Gli studenti e i docenti interessati, possono contattare direttamente l’associazione all’indirizzo di posta elettronica sottostante:
SPECIE ALLOCTONA: specie introdotta in una nuova area per l’intervento intenzionale o accidentale dell’uomo. Senza l’intervento dell’uomo la specie non riuscirebbe mai a superare le barriere naturali (montagne, mari, oceani) che separano l’area di origine da quella di introduzione. Sinonimi: specie esotica, specie aliena, specie non-nativa, specie introdotta.
SPECIE AUTOCTONA: taxon, a livello di specie o sottospecie, naturalmente presente in una determinata area nella quale si è originato o è giunto senza Read the rest of this entry »
Quando Noè riempì l’arca con gli animali non distinse tra autoctoni ed alloctoni e questo perché il fine era preservare la vita, tutta la vita, e non può essere che un controsenso, un’incongruenza filosofica, uccidere pesci per salvare un ecosistema… Oggi non stiamo cercando di salvare la “Vita”, ma solo una manifestazione di questa, la fauna originaria. L’inquinamento, il disagio ambientale, origina solo da due cose: ignoranza e egoismo, e questa “caccia alle streghe”, questo enfatizzare l’alloctono come male appare sempre più come una questione politica piuttosto che “ambientale”; assomiglia sempre più a quel egoismo da cui originano i mali dell’ambiente: il volere la fauna autoctona nonostante le mutazioni ambientali, il volere tutelare l’interesse dei pescatori di mestiere e i mercati, il guadagnare attraverso le sanzioni, il trovare un capro espiatorio… Sembra che l’alloctono serva a distrarre da problemi più gravi e a garantire la sopravvivenza di alcune branche amministrative. Rimangono però i dati di fatto, le osservazioni obbiettive che ogni utente dei bacini idrografici italiani può fare; le leggi, l’insieme di norme che mirano al contenimento degli alloctoni si è rivelato un fallimento, causando mali peggiori della minaccia “aliena”. Però, in virtù dell’umano egoismo hanno generato denaro “privato”, e forse solo questo conta… Nella nostra “sub-cultura” ecologica, la massa crede che il fiume sia una risorsa inesauribile, infinita, capace di subire ogni oltraggio ed incassarlo: chimica selvaggia ed incontrollata, captazioni idriche, prelievi di ghiaia, uccisioni indiscriminate di pesci, per essere venduti, per essere trofei, o peggio di tutto, perché ritenuti “indesiderati”…
Ma se oggi ci privassimo degli alloctoni, siamo sicuri che le nostre acque potremmo definirle vive? Egoismo a parte, interessi esclusi, siamo sicuri che accettare la mutazione della nostra fauna ittica sia un male? E’ possibile che lo spauracchio di una multa di 100 euro sia sufficiente a farmi vincere l’orrore di uccidere e gettare in un cassonetto un Amur o un’Aspio?
Uccidere un animale che ha solo due colpe: aver abboccato al mio amo ed essere considerato alloctono… Uccidere un pesce che nel novanta per cento dei casi non può essere destinato all’alimentazione umana, e che quindi muore solo in ragione del nostro egoismo. Se da un lato è vero che bisogna adoperarsi perché gli alloctoni non colonizzino nuove aree, in quelle dove sono oramai una realtà consolidata, qualsiasi intervento di contenimento operato o si è ripercosso sul ecosistema o sul pescatore sportivo, e pesci e pescatori in questi anni hanno una cosa in comune: entrambi sono muti. Che differenza c’è tra non andare a pesca e reimmettere il pesce? Cosa cambia per l’ambiente? Cambia però quanto incassa il redattore della norma che vieta il rilascio… La soluzione quindi può arrivare solo attraverso un’informazione corretta e obbiettiva, una valutazione che tenga conto di tutto il panorama ecologico e una gestione integrata e generale del fenomeno, lontana da quella attuale che permette ad ogni singola provincia, ad ogni “feudo” di frazionare con iniziative singole ed approssimative un biotipo che è collegato ed unitario, e spingersi a cercare soluzioni costruttive anziché organizzare battute di “pulizia ittica” degne di una mentalità specista. Il “male” alloctono può quindi divenire, in quelle acque che oramai li ospitano in modo stabile, una risorsa da integrare e contenere ad esempio attraverso una politica di valorizzazione del turismo e dello sport, mentre i trascorsi tredici anni di norme “ammazza pesci” non hanno prodotto nulla: gli alloctoni ci sono ancora e i nostri ambienti acquatici sono ancora “terra di nessuno”. Continuando a gestire in questo modo la nostra fauna ittica tra qualche decennio oltre agli autoctoni rimpiangeremo anche gli alloctoni, considerato che ogni opera di tutela e studio dei pesci non coinvolge neanche il 3% delle nostre acque mentre industria, agricoltura, edilizia e produzione di energia elettrica hanno la priorità su ogni goccia d’acqua del nostro paese. La vita che è sopravvissuta è “aliena” e cosa fanno le amministrazioni provinciali alla luce di questa considerazione? Emanano leggi per ucciderla…
Di Gianluca “il Basco” Milillo
fonte: http://www.grupposiluro.it/Varie/Considerazione_alloctoni.htm
Forse qualcuno non lo sa ma insetti come api, bombi ed affini sono animali protetti dalla legge (Legge 313/2004.)
Quando sento parlare di insetticidi per le api o insetticidi in genere mi vengono i brividi e mi domando se chi li usa è veramente consapevole del danno di cui si rende responsabile spargendo questi veleni nell’ambiente. Se non vi importa della vita delle altre specie e dell’ambiente pensate almeno a quella dei vostri figli o delle generazioni future, che sarà un inferno nel momento in cui dovessero scomparire le api: non uccidetele e non usate insetticidi! Per chi non lo sapesse infatti l’ecosistema non è qualcosa di estraneo a noi ma una trama di cui noi siamo soltanto una maglia, assieme a migliaia di altre specie: tutto è interconnesso e qualunque danno alle spese di una specie o di un ambiente si ripercuote su tutto il sistema con conseguenze più o meno catastrofiche. Come fare allora se vi trovate di fronte a degli imenotteri e temete di essere punti? Capisco l’apprensione di una persona allergica al veleno o che ha bambini piccoli o animali domestici ma non bisogna lasciarsi prendere dal panico: esistono dei modi per evitare di farsi pungere, senza per questo uccidere gli insetti e seminare morte e distruzione con insetticidi e veleni. Vediamo come comportarci con le api (ma vale un po’ per tutti gli imenotteri volanti, comprese le vespe ed i calabroni):
L’argomento vespe e calabroni viene specificamente trattato in un altro articolo che potete trovare QUI.
Avete l’orto invaso dalle lumache e/o limacce?
Associazione Italiana di Aracnologia -www.aracnofilia.org
La guerra chimica effettuata contro le zanzare è divenuta una vera e propria mania, e molte Amministrazioni pubbliche e private fanno irrorare prodotti chimici su strade, case, giardini, orti, pensando di liberarsi del problema. Ma gli Entomologi continuano a ripetere che :
LE DISINFESTAZIONI AEREE SONO INUTILI perché “L’effetto abbattente è sempre parziale e di durata limitata nel tempo”.
Per difendersi dalle zanzare in modo efficace occorre occuparsi di “dove le zanzare vengono” e non di “dove le zanzare vanno” e agire sulle LARVE e non sugli ADULTI Infatti solo eliminando i focolai si avranno risultati
Le zanzare si riproducono nell’acqua, anche in piccole quantità, e quindi “è nell’acqua che vanno contrastate” Nell’aria……… facciamoci aiutare dagli uccelli!
Non esistono prodotti ad azione selettiva sulle zanzare, perciò gli insetticidi chimici hanno sempre un considerevole impatto ambientale e sviluppano resistenza in tali insetti, che divengono più forti. Inoltre, l’inquinamento da insetticidi nebulizzati o sparsi nell’ambiente, non è ancora stato tenuto nella giusta considerazione e porta conseguenze a breve, medio e lungo termine, sulla salute. Recenti ricerche in campo chimico, biochimico e medico, hanno dimostrato che questo tipo di sostanze nuoce sia al corretto funzionamento di tutti gli organismi animali e vegetali, sia al sistema di difesa di cui l’organismo umano è dotato. Dette sostanze sono, tra l’altro, in grado di inibire la preziosa azione di alcuni enzimi contro il pericolo di stress ossidativo, considerato origine e concausa di molte gravi malattie (Alzheimer, Parkinson, Creuzfeld – Jacob, diabete 2, sclerosi a placche, alcune forme di cancro).
Per tutelarsi dalle punture estive è dunque opportuno preferire metodi naturali e atossici.
Alcuni Ricercatori del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) in seguito alle numerose richieste loro pervenute per l’interesse suscitato dal Convegno
“ZANZARE – DISINFESTAZIONI – INFORMAZIONE”
hanno deciso di informare sui modi meno tossici e più equilibrati, per difendersi dalle zanzare, riferendo sia ciò che emerge dalla Ricerca Scientifica, sia raccogliendo Notizie, Dati, Pareri, Testimonianze e valutando le diverse Metodologie con i relativi effetti e conseguenze, nel sito: http://www.infozanzare.info/



