Posts Tagged ‘biodiversità’
SPECIE ALLOCTONA: specie introdotta in una nuova area per l’intervento intenzionale o accidentale dell’uomo. Senza l’intervento dell’uomo la specie non riuscirebbe mai a superare le barriere naturali (montagne, mari, oceani) che separano l’area di origine da quella di introduzione. Sinonimi: specie esotica, specie aliena, specie non-nativa, specie introdotta.
SPECIE AUTOCTONA: taxon, a livello di specie o sottospecie, naturalmente presente in una determinata area nella quale si è originato o è giunto senza Read the rest of this entry »
Quando Noè riempì l’arca con gli animali non distinse tra autoctoni ed alloctoni e questo perché il fine era preservare la vita, tutta la vita, e non può essere che un controsenso, un’incongruenza filosofica, uccidere pesci per salvare un ecosistema… Oggi non stiamo cercando di salvare la “Vita”, ma solo una manifestazione di questa, la fauna originaria. L’inquinamento, il disagio ambientale, origina solo da due cose: ignoranza e egoismo, e questa “caccia alle streghe”, questo enfatizzare l’alloctono come male appare sempre più come una questione politica piuttosto che “ambientale”; assomiglia sempre più a quel egoismo da cui originano i mali dell’ambiente: il volere la fauna autoctona nonostante le mutazioni ambientali, il volere tutelare l’interesse dei pescatori di mestiere e i mercati, il guadagnare attraverso le sanzioni, il trovare un capro espiatorio… Sembra che l’alloctono serva a distrarre da problemi più gravi e a garantire la sopravvivenza di alcune branche amministrative. Rimangono però i dati di fatto, le osservazioni obbiettive che ogni utente dei bacini idrografici italiani può fare; le leggi, l’insieme di norme che mirano al contenimento degli alloctoni si è rivelato un fallimento, causando mali peggiori della minaccia “aliena”. Però, in virtù dell’umano egoismo hanno generato denaro “privato”, e forse solo questo conta… Nella nostra “sub-cultura” ecologica, la massa crede che il fiume sia una risorsa inesauribile, infinita, capace di subire ogni oltraggio ed incassarlo: chimica selvaggia ed incontrollata, captazioni idriche, prelievi di ghiaia, uccisioni indiscriminate di pesci, per essere venduti, per essere trofei, o peggio di tutto, perché ritenuti “indesiderati”…
Ma se oggi ci privassimo degli alloctoni, siamo sicuri che le nostre acque potremmo definirle vive? Egoismo a parte, interessi esclusi, siamo sicuri che accettare la mutazione della nostra fauna ittica sia un male? E’ possibile che lo spauracchio di una multa di 100 euro sia sufficiente a farmi vincere l’orrore di uccidere e gettare in un cassonetto un Amur o un’Aspio?
Uccidere un animale che ha solo due colpe: aver abboccato al mio amo ed essere considerato alloctono… Uccidere un pesce che nel novanta per cento dei casi non può essere destinato all’alimentazione umana, e che quindi muore solo in ragione del nostro egoismo. Se da un lato è vero che bisogna adoperarsi perché gli alloctoni non colonizzino nuove aree, in quelle dove sono oramai una realtà consolidata, qualsiasi intervento di contenimento operato o si è ripercosso sul ecosistema o sul pescatore sportivo, e pesci e pescatori in questi anni hanno una cosa in comune: entrambi sono muti. Che differenza c’è tra non andare a pesca e reimmettere il pesce? Cosa cambia per l’ambiente? Cambia però quanto incassa il redattore della norma che vieta il rilascio… La soluzione quindi può arrivare solo attraverso un’informazione corretta e obbiettiva, una valutazione che tenga conto di tutto il panorama ecologico e una gestione integrata e generale del fenomeno, lontana da quella attuale che permette ad ogni singola provincia, ad ogni “feudo” di frazionare con iniziative singole ed approssimative un biotipo che è collegato ed unitario, e spingersi a cercare soluzioni costruttive anziché organizzare battute di “pulizia ittica” degne di una mentalità specista. Il “male” alloctono può quindi divenire, in quelle acque che oramai li ospitano in modo stabile, una risorsa da integrare e contenere ad esempio attraverso una politica di valorizzazione del turismo e dello sport, mentre i trascorsi tredici anni di norme “ammazza pesci” non hanno prodotto nulla: gli alloctoni ci sono ancora e i nostri ambienti acquatici sono ancora “terra di nessuno”. Continuando a gestire in questo modo la nostra fauna ittica tra qualche decennio oltre agli autoctoni rimpiangeremo anche gli alloctoni, considerato che ogni opera di tutela e studio dei pesci non coinvolge neanche il 3% delle nostre acque mentre industria, agricoltura, edilizia e produzione di energia elettrica hanno la priorità su ogni goccia d’acqua del nostro paese. La vita che è sopravvissuta è “aliena” e cosa fanno le amministrazioni provinciali alla luce di questa considerazione? Emanano leggi per ucciderla…
Di Gianluca “il Basco” Milillo
fonte: http://www.grupposiluro.it/Varie/Considerazione_alloctoni.htm
Forse qualcuno non lo sa ma insetti come api, bombi ed affini sono animali protetti dalla legge (Legge 313/2004.)
Quando sento parlare di insetticidi per le api o insetticidi in genere mi vengono i brividi e mi domando se chi li usa è veramente consapevole del danno di cui si rende responsabile spargendo questi veleni nell’ambiente. Se non vi importa della vita delle altre specie e dell’ambiente pensate almeno a quella dei vostri figli o delle generazioni future, che sarà un inferno nel momento in cui dovessero scomparire le api: non uccidetele e non usate insetticidi! Per chi non lo sapesse infatti l’ecosistema non è qualcosa di estraneo a noi ma una trama di cui noi siamo soltanto una maglia, assieme a migliaia di altre specie: tutto è interconnesso e qualunque danno alle spese di una specie o di un ambiente si ripercuote su tutto il sistema con conseguenze più o meno catastrofiche. Come fare allora se vi trovate di fronte a degli imenotteri e temete di essere punti? Capisco l’apprensione di una persona allergica al veleno o che ha bambini piccoli o animali domestici ma non bisogna lasciarsi prendere dal panico: esistono dei modi per evitare di farsi pungere, senza per questo uccidere gli insetti e seminare morte e distruzione con insetticidi e veleni. Vediamo come comportarci con le api (ma vale un po’ per tutti gli imenotteri volanti, comprese le vespe ed i calabroni):
L’argomento vespe e calabroni viene specificamente trattato in un altro articolo che potete trovare QUI.
Costruzione di una rete interrata per difendere il proprio orto o campo dagli ungulati (cinghiali, caprioli, cervi, ecc.)
Gli ungulati, in particolare i cinghiali sono dotati di grande forza, capaci di scavare buche profonde anche 50 cm o di caricare le normali recinzioni nel tentativo di forzarle. Una semplice staccionata o una rete tradizionale potrebbe non essere sufficiente a scoraggiare questi grossi ungulati ad accedere alle vostre coltivazioni. Una recinzione seminterrata deve raggiungere una profondità di circa 50 cm, deve possedere un sistema di dissuasione allo scavo e deve essere molto solida. Se deve impedire l’ingresso ad animali saltatori come caprioli, daini e cervi, la rete dovrà essere Read the rest of this entry »
Buccinasco (MI) – Si terrà sabato 19 novembre alle ore 21,00 presso Cascina Robbiolo in via Aldo Moro 7 a Buccinasco (MI) la serata di presentazione del “primo atlante e checklist della biodiversità di Buccinasco (MI)”. L’evento è organizzato dall’associazione MI.F.A. onlus in collaborazione con l’associazione Tom&Jerry onlus e con il patrocinio del Comune di Buccinasco. Sarà presente anche il dott. Lorenzo Fornasari – ornitologo e responsabile scientifico di Fauna Viva – che illustrerà un progetto molto interessante relativo alle migrazioni in Lombardia. Una serata che segnerà la storia naturalistica di Buccinasco dando vita al primo volume dedicato completamente allo studio e al monitoraggio della fauna e flora del nostro territorio. Vi aspettiamo!
Samuele Venturini, biologo – castorologo e presidente di MI.F.A. Onlus, coltiva da alcuni anni la sua passione che ha denominato “Fotografia Documentaria Naturalistica”. Ecco qui di seguiti i suoi album fotografici che ritraggono la natura presente a Buccinasco (MI).
STIAMO LAVORANDO PER SVILUPPARE IL NUOVO SOTTODOMINIO DEDICATO ALLE FOTOGRAFIE NATURALISTICHE:
http://fotografia.mifaonlus.com
LINK PROVVISORI ESTERNI (sito web personale)
Il 2010 è l’anno della Biodiversità, l’anno della tutela della Biodiversità. Questa va sempre tutelata (non solo nel 2010!), nei piccoli grandi gesti quotidiani. In occasione dell’anno della Biodiversità, MI.F.A. ha dato il via ad un’iniziativa a carattere divulgativo ed educativo “Piccoli grandi gesti per la tutela della Biodiversità” per sottolineare l’importanza dei piccoli gesti quotidiani che ognuno di noi può e deve fare (o non fare) per tutelare questo preziosissimo bene che è la Biodiversità. Durante la primavera/estate 2010 sono state stampate e diffuse le seguenti locandine:
Tutela della fauna marina (locandina da affiggere negli stabilimenti balneari e da consegnare alle Capitanerie di Porto)
Tutela degli insetti impollinatori (locandina specifica per stabilimenti balneari e campeggi)
DATA: sabato 03 ottobre 2009
LUOGO: via Guido Rossa (Buccinasco Più) – Buccinasco (MI)
RICHIESTA: salvare le rane (Rana esculenta*) presenti nei box dello stabile sopra menzionato. Vicino questo condominio scorre una roggia e probabilmente le rane sono cadute dalle grate per l’aereazione dei box. Rischiano la vita perché circondate da cemento, fumi e automobili in manovra.
INTERVENTO: il personale di MI.F.A. è intervenuto manualmente per prelevare il maggior numero di rane possibile in modo da salvare la loro vita. Gli anfibi sono stati messi in contenitori di plastica umidificati e trasportati nei più vicini corpi idrici (laghetti del Parco Spina Azzurra, il fontanile Mortisia, il fontanile Brianzona e le rogge di Spina Verde).
MATERIALE usato:
- Guanti
- Contenitori idonei
- Retino (facoltativo)
- Spruzzino con acqua per umidificazione
- Teli per coprire i contenitori
ESITO: Positivo. Oltre 50 rane sono state prelevate e liberate nei corpi idrici precedentemente individuati.
*Questi animali appartengono alla Classe degli ANFIBI e sono protetti dalla Convenzione di Berna.
